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Pane fresco, ora c’è la legge che tutela panificatori e consumatori PDF Stampa E-mail

 

 

PANE FRESCO, ORA C’E’ LA LEGGE CHE TUTELA
PANIFICATORI E CONSUMATORI

Mantova, 15 ottobre 2015. Non sempre pane caldo è sinonimo di pane appena sfornato. Il pane può essere fresco ma anche precotto, surgelato e poi riscaldato, e questo l’etichetta non lo dice. L’Italia, paese che più di ogni altro sforna pani unici per qualità e tipicità, non aveva finora una legge che mettesse i consumatori al riparo da questo tipo di problema. Finalmente questa legge c’ė. Lo ha annunciato il sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vìcari, al termine dell’ultima Conferenza Stato Regioni che ha licenziato una norma, in via di pubblicazione, che mette un punto fisso alla vicenda, ponendo precisi paletti all’uso delle definizioni “pane fresco” e “panificio”, e prevedendo la dicitura  “pane a durabilità programmata ” per il pane che fresco non è.

«Con questo provvedimento, il consumatore potrà finalmente sapere se il pane che sta acquistando è italiano o straniero, oppure se è congelato, precotto o conservato in ambiente modificato – spiega il Presidente di Confartigianato Mantova, Lorenzo Capelli. - In sostanza, il consumatore avrà tutte le informazioni necessarie per effettuare scelte consapevoli. Il pane artigiano ha determinate caratteristiche qualitative, organolettiche e di prezzo, quello industriale ne ha altre».

Confartigianato si batteva da anni per l’attuazione di questa norma che era stata stralciata dal pacchetto di liberalizzazioni dell’ex ministro Bersani, lottando per ottenere un provvedimento a tutela dei consumatori, che ora potranno operare scelte consapevoli, e dei produttori artigiani, che non dovranno più subire la concorrenza sleale che si è verificata fino ad oggi sul mercato.

«Ma non bisogna abbassare la guardia – prosegue Capelli. - Occorre adesso vigilare che la legge venga rispettata e che sullo stesso scaffale non finiscano, nuovamente insieme, il pane fresco e quello precotto. Esiste già l’obbligo di separare nettamente, negli spazi di vendita, il pane fresco da quello con caratteristiche differenti, ma tale obbligo viene troppo spesso aggirato. Pertanto, ora che esiste una norma, è necessario che ci siano anche i dovuti controlli».

 

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