Menu Principale




Artigianato artistico: “UE estenda indicazione geografica anche a prodotti non agricoli del territorio” PDF Stampa E-mail

 

 

Artigianato artistico:
“UE estenda indicazione geografica
anche a prodotti non agricoli
del territorio”

Mantova, 21 ottobre 2016. Estendere la protezione dell’indicazione geografica ai prodotti non agricoli: lo chiede Confartigianato alla Commissione Europea, che in queste settimane sta raccogliendo le indicazioni dei Paesi membri per dare seguito al libro verde sulla possibile estensione della protezione dell’indicazione geografica ai prodotti non legati alla filiera agroalimentare. La Commissione Europea dovrebbe presentare una proposta legislativa nel Programma di lavoro per il 2017, la cui pubblicazione è prevista il prossimo 25 ottobre.

Confartigianato ha espresso l’auspicio che la Commissione estenda ai prodotti non agricoli il marchio Indicazione Geografica perché questa misura colmerebbe una carenza che penalizza le produzioni europee, a cominciare da quelle italiane, rispetto ad altri Paesi terzi, ma soprattutto consentirebbe al consumatore di conoscere la vera origine di ciò che acquista.

«Sosteniamo da sempre – commenta il Presidente di Confartigianato Mantova, Lorenzo Capelli – la necessità di politiche che aumentino il livello di informazione e di consapevolezza dei consumatori sull’origine delle merci. Ciò consente di valorizzare le produzioni italiane e europee a cui i mercati universalmente riconoscono un maggior valore legato alla tipicità della qualità produttiva caratterizzata da elementi di innovazione, uniti alla tradizione e alla cultura».

Confartigianato ribadisce la necessità di istituire a livello comunitario un sistema affidabile di Indicazioni Geografiche applicato alle produzioni dell’artigianato artistico che rappresentano un simbolo della memoria, dell’identità e della diversità dei territori del paese in cui vengono realizzate. I vantaggi dell’estensione delle IG ai prodotti non agricoli sono numerosi.

«Alle imprese – spiega ancora Capelli – offrirebbe maggiore visibilità sul mercato, un incremento delle vendite e un rilancio dell’occupazione nei tradizionali settori di nicchia che oggi rischiano di scomparire. Ai consumatori garantirebbe la certezza di acquistare prodotti di qualità e tipicità certificate dal marchio IG, mettendoli al riparo dai rischi della contraffazione. Dal marchio IG trarrebbero sicuri vantaggi anche i territori come il nostro, con l’incremento del turismo grazie all’immediata identificazione di un prodotto con il luogo in cui è stato realizzato. All’Unione europea, infine, l’estensione del marchio IG ai prodotti non agricoli offrirebbe maggiore capacità di negoziazione sui tavoli con altri Paesi terzi».

 

Utiliziamo cookie propri e di terzi per offrire una migliore esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito, acconsenti all'utilizzo di cookie descritti nella nostra Cookies and Privacy policy Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli , vedere la nostra Privacy Policy.

Accetto i cookie da questo sito