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Origine in etichetta: prorogati i decreti nazionali PDF Stampa E-mail

 

 

Origine in etichetta: prorogati i decreti nazionali



Prorogato fino al 31 dicembre 2021 l'obbligo di indicazione dell'origine del grano per la pasta di semola di grano duro, del riso e del pomodoro nei prodotti trasformati previsto dai due decreti ministeriali del 26 luglio 2017 (pasta e riso) e dal decreto ministeriale del 16 novembre 2017 (pomodoro).

È quanto prevede il decreto ministeriale 1° aprile 2020 del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 170 dell'8 luglio.


Pasta (grano)

Il decreto sull'origine del grano per la pasta di semola di grano duro prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:

  • Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;
  • Paese di molitura: nome del Paese in cui il grano è stato macinato.

Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi non UE, Paesi UE e non UE;

  • se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l'Italia, si potrà usare la dicitura: "Italia e altri Paesi UE e/o non UE".


Riso

Il decreto sull'origine del riso prevede che sull'etichetta del riso devono continuare a essere indicati:

  • "Paese di coltivazione del riso";
  • "Paese di lavorazione";
  • "Paese di confezionamento".

Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese, è possibile utilizzare la dicitura "Origine del riso: Italia".

Anche per il riso, se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi non UE, Paesi UE e non UE.


Pomodoro

Il decreto sull'origine del pomodoro nei prodotti trasformati prevede che le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:

  • Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato;
  • Paese di trasformazione del pomodoro: nome del Paese in cui il pomodoro è stato trasformato.

Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi non UE, Paesi UE e non UE.

Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura "Origine del pomodoro: Italia".

Le indicazioni sull'origine previste dai tre decreti devono essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.

 

 

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