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FAQ fiscali PDF Stampa E-mail

In questa pagina si trovanoi le risposte alle domande che vengono poste più frequentemente.



SI CHIEDE SE È POSSIBILE COMPENSARE IL CREDITO PER IL RECUPERO DELLE ACCISE DEGLI AUTOTRASPORTATORI (CODICE TRIBUTO 6740) E QUELLO RELATIVO AL SSN (CODICE TRIBUTO 6793) ANCHE IN PRESENZA DI RUOLI SCADUTI NEI CONFRONTI DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE PER IMPORTI SUPERIORI A 1500 EURO.


Risposta:

L’art. 31, c.1, DL 78/2010, ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2011, un divieto di compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e accessori, di ammontare superiore a euro 1500 e per i quali è scaduto il termine di pagamento, prevedendo una specifica sanzione in caso di violazione del divieto. Il divieto di compensazione riguarda esclusivamente i crediti relativi ad imposte erariali qualora si sia in presenza di debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori. I tributi cui far riferimento sono, a titolo esemplificativo, le imposte dirette, l’IVA e le altre imposte indirette, con esclusione dei tributi locali e contributi di qualunque natura (come precisato da circolare n. 4/E/2011). Tra le imposte che impediscono la compensazione rientra anche l’IRAP e le addizionali ai tributi diretti; vi rientrano le ritenute alla fonte trattandosi di anticipazioni a titolo di acconto o di imposta (come chiarito nella circolare n. 13/E/2011). Tale ultima circolare, ha altresì precisato che sono esclusi i contributi e le agevolazioni erogati a qualsiasi titolo sotto forma di credito d’imposta, anche se vengono indicati nella sezione “erario” del modello F24: come spiegato nella relazione illustrativa al DL 78/2010, la norma è infatti tesa ad azzerare lo scarto tra le posizioni debitorie scadute e le posizioni creditorie effettive del contribuente, derivanti dall’anticipazione di imposte da parte dello stesso. Pertanto, sulla base di quanto sopra, si ritiene possibile la compensazione dei crediti per il recupero delle accise degli autotrasportatori e per il SSN, pur in presenza di ruoli scaduti per importi superiori a euro 1500, trattandosi di agevolazioni riconosciute al contribuente sotto forma di credito d’imposta.


 


 


UNA DITTA INDIVIDUALE ARTIGIANA HA PERCEPITO DALL'INAIL UNA SOMMA PARI A CIRCA 7.000 EURO PER UN INFORTUNIO AVVENUTO NELL'ANNO 2009 IN PARTE COME INDENNITÀ DA INFORTUNIO E PER LA PARTE RESTANTE COME PROVVIDENZA EROGATA PER IL RISTORO DI DANNO BIOLOGICO. SU TALE INDENNITÀ L'ENTE NON HA EFFETTUATO RITENUTE A TITOLO D'IMPOSTA. SI CHIEDE IN QUALE TIPOLOGIA DI REDDITO PUÒ RIENTRARE TALE INDENNITÀ E LE MODALITÀ DI TASSAZIONE.

 

Risposta:

A seguito di chiarimenti telefonici ci è stato precisato che l’indennità è stata erogata dall’Inail a titolo definitivo ed è costituita per una parte da indennità da infortunio e per la parte restante da provvidenze erogate dall’INAIL per il ristoro di danno biologico. Con riferimento al danno biologico si segnala che l’articolo 13, comma 1, del Decreto Legislativo n. 38 del 23 febbraio 2000 definisce, in via sperimentale, il danno biologico come “la lesione all'integrità psicofisica, suscettibile di valutazione medico legale, della persona”. Nello stesso comma, inoltre, viene specificato che “Le prestazioni per il ristoro del danno biologico sono determinate in misura indipendente dalla capacità di produzione del reddito del danneggiato”. Con riferimento al trattamento fiscale delle somme percepite dall’INAIL per danno biologico l’articolo 6, comma 2, del Tuir, dispone che “le indennità conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti. Gli interessi moratori e gli interessi per dilazione di pagamento costituiscono redditi della stessa categoria di quelli da cui derivano i crediti su cui tali interessi sono maturati”. Come già detto l’articolo 13 del D.Lgs n. 38/2000, dopo aver definito, ai fini dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, il danno biologico come la “lesione dell’integrità psico-fisica, suscettibile di valutazione medico legale, della persona”, ha chiarito che la menomazione viene indennizzata con una nuova prestazione economica che è però sostitutiva della rendita per inabilità permanente così come disciplinata dall’articolo 66, comma 1, numero 2, del D.P.R. n. 1124/1965. Si è dell’avviso, pertanto, che le provvidenze erogate dall’INAIL per il danno biologico costituiscano prestazioni aventi essenzialmente carattere risarcitorio del danno subito dall’assicurato per effetto dell’infortunio sul lavoro, la cui corresponsione è strettamente legata al reintegro della perdita o della diminuzione dell’attitudine al lavoro e pertanto siano da considerarsi non imponibili ai fini IRPEF. Con riferimento, invece, alla parte restante della somma corrisposta dall’Inail in via definitiva quale indennità di infortunio, si segnala il comportamento corretto dell’Inail, che sulle somme corrisposte non ha applicato la ritenuta in quanto trattasi indennità sostitutiva percepita da un imprenditore individuale. Sul tema, le istruzioni al modello Unico 2012 – PF, precisano che le rendite INAIL, esclusa l’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta, non costituiscono reddito e quindi non hanno alcuna rilevanza ai fini fiscali. Nel caso in cui, l’indennità corrisposta dall’Inail, oggetto del quesito, sia qualificabile come l’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta si osserva quanto segue. L’Agenzia delle entrate con la circolare ministeriale n. 189/E del 21 settembre 1999, ha chiarito che l’indennità di maternità o di infortunio percepita, a carico dell’INPS, da parte di imprenditrici iscritte alle gestioni IVS artigiani o commercianti, deve essere dichiarata nel quadro RF, in caso di contabilità ordinaria, e nel quadro RG, nel caso di contabilità semplificata, del modello UNICO trattandosi di indennità sostitutiva del reddito d’impresa. Tale precisazione si ritiene possa essere estesa anche alle indennità erogate dall’INAIL a seguito di infortunio, In sostanza, con la predetta circolare, fornendo un principio che assume portata generale, l’Agenzia evidenzia che quando un’indennità va a sostituire un reddito o risarcisce un danno consistente nella perdita del reddito assume la stessa natura del reddito sostituito o perduto. Nel caso in analisi, l’indennità ricevuta costituisce, pertanto, un ricavo dell’impresa. Alla luce di tale precisazione, inoltre, poiché l’articolo 5-bis del D.P.R. n. 446/1997 dispone che concorrono alla determinazione della base imponibile Irap anche i ricavi di cui all’articolo 85, comma 1 lettera f) (indennità conseguite a titolo di risarcimento, anche in forma assicurativa, per la perdita o il danneggiamento di beni….), si ritiene che le indennità erogate dall’Inail oggetto del quesito debbano necessariamente essere assoggettate ad Irap.

 

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