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Emendamenti Decreto del Fare PDF Stampa E-mail


DECRETO DEL FARE, CONFARTIGIANATO MANTOVA
SCRIVE AL SENATORE MANTOVANO GAETTI


Cinque temi chiave, cinque azioni per ridare ossigeno alle imprese: Confartigianato Imprese Mantova fa appello al senatore mantovano Luigi Gaetti (Movimento 5 Stelle) per chiedere di sostenere gli emendamenti di Rete Imprese Italia e di Confartigianato al Decreto del Fare, in queste ore all'esame delle commissioni del Senato.

«Le incertezze politiche di queste giornate non possono frenare l'attività parlamentare - ha scritto in queste ultime ore il Presidente di Confartigianato Mantova, Lorenzo Capelli, rivolgendosi al Senatore pentastellato; - attività che, al contrario, deve proseguire spedita e cosciente delle esigenze delle piccole e medie imprese, il vero tessuto produttivo del Paese».

Per Confartigianato il Decreto del Fare contiene numerosi fattori negativi riassumibili in maggiori oneri burocratici, minori agevolazioni e più costi: l’esatto contrario di quanto si attende il mondo dell’artigianato e della piccola impresa. Da qui i cinque emendamenti presentati dall'Associazione, che invocano, in estrema sintesi, la cancellazione del Durt, il mantenimento del regime di tutela per il settore dell'energia, il riequilibrio del ruolo del Fondo Centrale di Garanzia per quanto concerne il credito, la semplificazione degli adempimenti relativi alla sicurezza sul lavoro, infine l'abrogazione della responsabilità fiscale negli appalti.

«E' paradossale – sottolinea Capelli - l’introduzione del Durt, l’ennesimo adempimento inutile che obbliga mensilmente appaltatori e subappaltatori, per ottenere il pagamento dal proprio cliente, a chiedere all’Agenzia delle Entrate il documento che attesta l’assenza di debiti tributari, con una procedura che rende ancor più ingarbugliato, anziché semplificarlo, l’istituto della responsabilità solidale negli appalti. Sul versante del credito, ci aspettavamo un rafforzamento del Fondo Centrale di Garanzia per le pmi, invece assistiamo a uno stravolgimento delle finalità del Fondo stesso, piegato alle esigenze di banche e di grandi imprese. E poi: quante volte abbiamo reclamato l’esigenza di interventi volti a semplificare le normative per la sicurezza sul lavoro? Sono stati introdotti, al contrario, ulteriori oneri e complicazioni, che non incidono sulla sicurezza sostanziale dei lavoratori e aggravano i costi per le aziende. Se le nostre richieste, sintetizzate in questi cinque emendamenti, cadranno nel vuoto - ammonisce il Presidente Capelli - sarà un duro colpo per la spina dorsale dell’economia e per il futuro stesso del Paese».

 

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