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Reverse charge: proposta di modifica del quadro sanzionatorio PDF Stampa E-mail

 

 

REVERSE CHARGE: PROPOSTA DI MODIFICA DEL QUADRO SANZIONATORIO




La Confederazione, unitamente a R.E.TE. Imprese Italia, ha proposto misure che, modificando il quadro sanzionatorio in materia di reverse charge, introducono equità e proporzionalità rispetto alla reale gravità dei comportamenti.

In considerazione dell'ampliamento del campo di applicazione del reverse charge dal 1° gennaio 2015, e dei numerosi dubbi applicativi che ancora oggi gli operatori si trovano a dover affrontare, la Confederazione ha proposto una modifica del relativo quadro sanzionatorio.

In particolare, in una lettera all'Agenzia delle entrate, la Confederazione congiuntamente a R.E.TE Imprese Italia, è intervenuta per richiedere che, in occasione dell'attuazione della legge delega per la riforma fiscale, siano introdotte delle modifiche che concorrano alla realizzazione di un sistema sanzionatorio più equo e realmente commisurato alla gravità del comportamento.

In particolare, le richieste avanzate sono le seguenti:

  • riduzione della sanzione amministrativa, attualmente prevista nella misura del 3%, in considerazione del fatto che l'imposta è comunque assolta, seppure in modo irregolare;
  • introduzione a regime di un limite massimo alla citata sanzione amministrativa, così come previsto dal legislatore nel 2007 in occasione dell'introduzione dell'inversione contabile;
  • garantire la "reciprocità" nell'applicazione della citata sanzione amministrativa ridotta, a condizione che il tributo sia stato assolto (tanto se è stata applicata erroneamente l'IVA, quanto se è stata applicata erroneamente l'inversione contabile).

In allegato la lettera, pubblicata anche sul sito della Direzione, nel link "Interventi confederali".

 

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