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Il regime forfetario: necessarie modifiche per renderlo fruibile PDF Stampa E-mail

 

 

IL REGIME FORFETARIO: NECESSARIE MODIFICHE PER RENDERLO FRUIBILE



Non decolla il regime forfetario, le richieste di modifica di Confartigianato

Il fisco italiano riesce ad essere complicato anche quando vorrebbe facilitare la vita degli imprenditori. Esempio emblematico né è il riordino dei regimi agevolati: il Decreto Milleproroghe ha ripristinato per il 2015 il cosiddetto regime di vantaggio con tassazione al 5% mentre la legge di stabilità 2015 introduce il regime forfetario con aliquota al 15%.
Di legge in legge, di proroga in proroga si cambia tutto per non cambiare niente. E’ così per quelle politiche fiscali che dovrebbero agevolare la tassazione sulle micro e piccole imprese e, che invece, finiscono addirittura per complicare le cose.
Stavolta a disorientare gli imprenditori è la ‘giungla’ di tassazioni agevolate introdotte negli ultimi mesi.
In sintesi, oggi coesistono 2 regimi fiscali per i micro e piccoli imprenditori.Il cosiddetto forfetario, inaugurato con la legge di stabilità 2015, che da gennaio prevede una tassazione al 15% per le imprese con ricavi compresi fra i 15mila ed i 40mila euro a seconda dell’attività svolta. Il regime di vantaggio, che il Decreto Milleproroghe, varato il 26 febbraio, ha ripristinato per il 2015 nella versione dello scorso anno, vale a dire con tassazione al 5% per gli imprenditori con ricavi fino a 30mila euro.
Tutto ciò, in attesa che il Governo metta in atto quanto annunciato dal Premier Renzi alla fine dello scorso anno, cioè un intervento correttivo sul regime forfetario per renderlo più appetibile per gli imprenditori. Un obiettivo da tempo indicato da Confartigianato che ha sollecitato a Governo e Parlamento modifiche sul versante dei limite dei ricavi e dell’aliquota di tassazione.
Le richieste di Confartigianato hanno una motivazione molto solida, vale a dire i giudizi degli stessi imprenditori. La Confederazione ha effettuato una verifica sul campo, su un campione di oltre 21mila micro e piccoli imprenditori associati. Il risultato non lascia dubbi: il nuovo regime forfetario è scelto soltanto dal 4,4% degli imprenditori che nel 2014 applicavano regimi contabili agevolati. Motivo: troppo basso il limite dei ricavi e troppo alta l’aliquota del 15%. Soltanto il 2,9% degli imprenditori che lo scorso anno utilizzava il regime di vantaggio con tassazione al 5% ha deciso di migrare nel regime forfetario.E ancora, appena il 2,5% delle imprese che applicavano la contabilità semplificata ha deciso di passare al regime forfettario.

 

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