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Confartigianato: “per l’edilizia mantovana è ancora il tempo dell’incertezza” PDF Stampa E-mail

 

 

CONFARTIGIANATO: “PER L’EDILIZIA MANTOVANA
È ANCORA IL TEMPO DELL’INCERTEZZA”

Mantova, 21 luglio 2015. Se non intervengono scelte politiche adeguate, il comparto delle costruzioni è destinato a rimanere nell’incertezza: è quanto emerge dall’ultimo rapporto edilizia elaborato a livello nazionale da Confartigianato.

Per quanto riguarda la situazione a livello locale, il nostro territorio si colloca al settimo posto nazionale fra le province che possono vantare una forte incidenza di imprese artigiane nel comparto: il 77,5% sul totale delle imprese edilizie, praticamente oltre i tre quarti del settore.

Dal rapporto emerge un quadro a tinte fosche, costellato da segni negativi per quanto riguarda le imprese e l’occupazione: complessivamente dal 2008 a oggi le costruzioni hanno perso un quarto della forza lavoro, pari a 460.400 occupati in meno, fra imprenditori e dipendenti.

La morsa della crisi non abbandona il settore: ad aprile l’indice di attività dell’edilizia segna una flessione del 3,3% su base annua e gli investimenti sono diminuiti del 2,2% rispetto al primo trimestre del 2014, con un calo del valore aggiunto del 1,6%. Negativo anche il valore delle compravendite immobiliari che nei primi tre mesi dell’anno registrano una diminuzione del 3,4%.

A peggiorare la situazione della liquidità delle imprese sono i ritardi di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione. Nel 2015 il nostro Paese continua a detenere il record negativo in Europa: gli imprenditori devono aspettare, in media, 144 giorni per vedere saldate le fatture dagli Enti pubblici.

Contemporaneamente continua la flessione dello stock di mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni: a maggio 2015 è diminuito dello 0,6% e ciò influisce sulle compravendite immobiliari che in un anno sono diminuite del 3,4%, con un calo più accentuato per le compravendite di immobili non residenziali.

Preoccupato il Presidente di Confartigianto Mantova, Lorenzo Capelli: «Le nostre imprese edili non riescono ancora a scorgere l’uscita dal tunnel della crisi. Proprio di fronte di questa situazione, è più che mai necessario puntare sull’attività di ristrutturazione, l’unica che al momento garantisce la sopravvivenza del settore. È pertanto indispensabile rendere stabili e permanenti gli incentivi fiscali che consentono di raggiungere più obiettivi: rilancio delle imprese delle costruzioni, riqualificazione del patrimonio immobiliare, risparmio energetico e difesa dell’ambiente».

 

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