Olimpiadi invernali Milano-Cortina: le opportunità per oltre 5 mila imprenditori lombardi della sport economy
A fronte dell'analisi del 2023, volta con ad analizzare la situazione degli imprenditori ed operatori della sport economy in Lombardia, si nota che la nostra Regione ha il primato nella classifica nazionale con 5.816 imprenditori protagonisti in questo ambito, operanti nei 14 settori dei prodotti e servizi per l’attività sportiva, dall’abbigliamento tecnico alle attrezzature complesse.
Tali imprese rappresentano lo 0,6% del totale delle imprese regionali e occupano 15.492 addetti, pari allo 0,4% degli occupati del territorio. A livello nazionale, si osserva che il 99,5% delle imprese della sport economy ha meno di 50 addetti, confermando la forte prevalenza di micro e piccole imprese nel comparto. All’interno della manifattura di prodotti per lo sport, inoltre, l’artigianato rappresenta il 45,5% delle imprese, evidenziando il ruolo centrale del sistema artigiano nella filiera.
La posizione del Presidente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti: “Milano-Cortina 2026 non è solo un grande evento sportivo: è un motore economico che in Lombardia coinvolge oltre 5mila imprenditori della sport economy. È un primato nazionale che vede Milano in testa, insieme a territori come Brescia e Bergamo, a dimostrazione di quanto il nostro sistema produttivo sia radicato anche nelle filiere legate allo sport. Parliamo di imprese che producono attrezzature, abbigliamento tecnico, componenti e servizi, e che rappresentano una parte importante di quell’economia reale che rende possibile un evento globale. Accanto a queste, c’è poi tutta la filiera dell’accoglienza e dei servizi: tra le imprese in grado di intercettare la domanda turistica, 1 su 4 vede nelle Olimpiadi che si aprono questa settimana un’opportunità concreta di crescita. I Giochi sono anche una grande vetrina internazionale: nei territori coinvolti, oltre la metà delle presenze turistiche è rappresentata da visitatori stranieri. Questo significa visibilità, attrattività e nuove occasioni di mercato per le nostre micro e piccole imprese, che hanno qualità e competenze per farsi conoscere ben oltre i confini locali. La vera sfida è trasformare questa occasione in un’eredità duratura per il tessuto produttivo lombardo, rafforzando le filiere e accompagnando le imprese a cogliere fino in fondo le opportunità che un evento di questa portata può generare.”
I Giochi Olimpici Invernali sul territorio lombardo verranno ospitati nei 3 comuni di Milano, Livigno e Bormio appartenenti alle due province di Milano e Sondrio che complessivamente contano 72 mila imprese artigiane. In particolare di queste, 12.796 operano in settori direttamente collegati alla domanda turistica, che dando lavoro a oltre 24mila addetti, imprese che potenzialmente potrebbero giovare delle opportunità legate all’evento e al tempo stesso contribuire alla buona riuscita dello stesso.
Tali imprese rappresentano lo 0,6% del totale delle imprese regionali e occupano 15.492 addetti, pari allo 0,4% degli occupati del territorio. A livello nazionale, si osserva che il 99,5% delle imprese della sport economy ha meno di 50 addetti, confermando la forte prevalenza di micro e piccole imprese nel comparto. All’interno della manifattura di prodotti per lo sport, inoltre, l’artigianato rappresenta il 45,5% delle imprese, evidenziando il ruolo centrale del sistema artigiano nella filiera.
La posizione del Presidente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti: “Milano-Cortina 2026 non è solo un grande evento sportivo: è un motore economico che in Lombardia coinvolge oltre 5mila imprenditori della sport economy. È un primato nazionale che vede Milano in testa, insieme a territori come Brescia e Bergamo, a dimostrazione di quanto il nostro sistema produttivo sia radicato anche nelle filiere legate allo sport. Parliamo di imprese che producono attrezzature, abbigliamento tecnico, componenti e servizi, e che rappresentano una parte importante di quell’economia reale che rende possibile un evento globale. Accanto a queste, c’è poi tutta la filiera dell’accoglienza e dei servizi: tra le imprese in grado di intercettare la domanda turistica, 1 su 4 vede nelle Olimpiadi che si aprono questa settimana un’opportunità concreta di crescita. I Giochi sono anche una grande vetrina internazionale: nei territori coinvolti, oltre la metà delle presenze turistiche è rappresentata da visitatori stranieri. Questo significa visibilità, attrattività e nuove occasioni di mercato per le nostre micro e piccole imprese, che hanno qualità e competenze per farsi conoscere ben oltre i confini locali. La vera sfida è trasformare questa occasione in un’eredità duratura per il tessuto produttivo lombardo, rafforzando le filiere e accompagnando le imprese a cogliere fino in fondo le opportunità che un evento di questa portata può generare.”
I Giochi Olimpici Invernali sul territorio lombardo verranno ospitati nei 3 comuni di Milano, Livigno e Bormio appartenenti alle due province di Milano e Sondrio che complessivamente contano 72 mila imprese artigiane. In particolare di queste, 12.796 operano in settori direttamente collegati alla domanda turistica, che dando lavoro a oltre 24mila addetti, imprese che potenzialmente potrebbero giovare delle opportunità legate all’evento e al tempo stesso contribuire alla buona riuscita dello stesso.
